Nel XIV secolo, i forni per la fusione del vetro avevano tre piani: il primo veniva utilizzato per il riscaldamento, il secondo per la fusione ed il terzo serviva per raffreddare lentamente i manufatti. L’ingrediente base per il vetro era la silice, che i veneziani ricavavano dalla sabbia o dai ciottoli di fiume.

Oggi i forni sono a gas e c’è grande attenzione nella scelta del vetro e della sua composizione.

La Venier è la più grande e più fornita fornace di tutta Murano. I suoi forni all’avanguardia possono arrivare alla temperatura di 1500° permettendo ogni tipologia di lavorazione con vetri di altissima qualità.

La fornace ha al suo interno un forno che si chiama “vasca” e che può contenere fino a 700 kg di vetro per la lavorazione e tre forni per il raffreddamento che sono chiamati “muffole” o “tempere”. I vetri soffiati e i lampadari hanno infatti bisogno di stare nei forni di raffreddamento almeno 24 ore, sculture e oggetti più pesanti almeno 72 ore.

Poi ci sono due forni per i colori e uno atto a contenere fino a tre tipologie di vetro diverso. Infine un forno appositamente dedicato al riscaldamento delle piastre in vetro.

L’importanza della fornace Venier è senza dubbio indice del coraggio imprenditoriale del suo titolare Marino Laggia che con lungimiranza investe in qualità e tecnologia.